Caso Striano, esposto Marogna: “Verificare divulgazione notizie riservate a Vaticano”

La manager sarda condannata con il cardinale Becciu nel processo d’Oltretevere: “Io iscritta nel registro degli indagati in Vaticano nello stesso giorno dell’accesso abusivo ai miei dati”

(Afp)
(Afp)

Cecilia Marogna, già condannata in primo grado a tre anni e nove mesi nel processo vaticano che ha visto coinvolto anche il cardinale Angelo Becciu, ha presentato un esposto alle procure di Roma e Perugia alla luce dell’inchiesta sui presunti dossieraggi, che vede indagato tra gli altri il finanziere Pasquale Striano. In particolare, nell’esposto si chiede di verificare se ci sia stata un’illecita “trafugazione”, “divulgazione”, da cui sarebbe conseguito un “illecito utilizzo” di informazioni riservate, alla Gendarmeria e al promotore di Giustizia.

Nella denuncia, contro ignoti, depositata oggi nella caserma dei Carabinieri di Cagliari, Marogna sottolinea come proprio nel giorno in cui l’Ufficio del promotore di Giustizia l’ha iscritta come indagata, il 20 marzo 2020, risulterebbe ‘’un accesso abusivo di Striano per consultare le informazioni concernenti i dati anagrafici, atti del registro e dichiarazioni, redditi percepiti e catasto’’ nei suoi confronti. E si chiede ‘’a che titolo il tenente Striano ha consultato’’ quelle informazioni, ‘’su mandato di chi’’ e ‘’per quali finalità’’. “Per caso la ricerca veniva espletata per conto di soggetti terzi, che anche affermavano di lavorare unitamente alle Autorità Vaticane, ovvero a favore di possibili giornalisti?” viene riportato nell’esposto, nel quale si fa anche riferimento a ‘’quanto denunciato alla trasmissione ‘Report’ da Francesca Chaouqui’’ chiedendo l’audizione di diverse persone, tra cui il promotore di Giustizia Vaticano, Alessandro Diddi, ‘’disponendo se del caso, il sequestro di possibili strumenti elettronici’’.

Nelle scorse settimane il procuratore di Marogna, Riccardo Sindoca, aveva scritto al procuratore capo di Perugia Raffaele Cantone, presentando un’istanza per sapere se ci sia attinenza tra l’inchiesta in corso e i ‘dossieraggi’ già denunciati da Sindoca a luglio scorso ai danni di Marogna e di altri.

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